ArchitetturaSostenibilità

Calcestruzzo, il materiale principe dell’industria delle costruzioni

Pensa a un mondo senza calcestruzzo… L’immagine che ne uscirebbe sarebbe quella tratta da un racconto di fantascienza, una specie di «disaster movie» in cui case, scuole, palazzi, chiese, ospedali, centri commerciali, ponti, viadotti, gallerie, sottopassaggi, aeroporti, stazioni, metropolitane, insomma tutto l’ambiente costruito non esisterebbe più.

Già, perché anche se il calcestruzzo è spesso ingiustamente giudicato male per colpa di circostanze in cui viene impiegato male, resta, e nel futuro sarà sempre più, il materiale da costruzione utile per la vita delle persone. Per dirla con poche parole il calcestruzzo è l’unica scelta, oltretutto sostenibile.

Il calcestruzzo ha accompagnato la storia delle costruzioni in Italia tanto da guadagnarsi la fama di materiale principe dell’industria edile. Dalla diffusione, a inizio secolo, del calcestruzzo armato anche in chiave antisismica, al ritorno da protagonista durante la ricostruzione postbellica, al boom nelle opere di ingegneria negli anni del miracolo economico fino ad arrivare ai calcestruzzi speciali, sostenibili, alle “pietre liquide” nelle mani di archistar internazionali.

Ci ha reso anche fonte di ispirazione e di emulazione all’estero: le costruzioni in calcestruzzo possono essere considerate un vero e proprio settore del Made in Italy. La sua capacità di resistere nei secoli risiede nelle caratteristiche più intime del materiale e non è minimamente scalfita dall’avvicendarsi di nuovi materiali e nuove “mode” nel costruire.

Il calcestruzzo è anche un materiale in grado di vincere una delle maggiori sfide dei nostri tempi, ovvero lo sviluppo sostenibile, che soddisfa i bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di poter soddisfare i propri. È un concetto che raggruppa valori ambientali, economici e sociali, valori comuni alle proprietà del calcestruzzo considerandone il suo intero ciclo di vita.

Lo dimostrano la durabilità e la robustezza delle costruzioni in calcestruzzo che tutelano la sicurezza pubblica e richiedono minori risorse naturali per garantire la vita di esercizio. L’utilizzo efficiente delle materie prime nel processo produttivo e la riciclabilità del calcestruzzo, che ne fanno un materiale da costruzione eco-sostenibile, ma anche dal basso impatto economico. La forte connessione dell’industria del calcestruzzo con il tessuto occupazionale del territorio in cui è localizzata, che la rendono un beneficio sociale.

Il calcestruzzo è durabile, è sicuro, resiste al fuoco, fa risparmiare energia, attenua i rumori, è ecologico, è sano, è innovativo, è seducente ed è legato al territorio. Pensa a un mondo senza calcestruzzo…

Massimiliano Pescosolido
Segretario Generale di Atecap. Da venti anni nel mondo della rappresentanza di settore. Economista appassionato, esperto di associazioni di categoria e osservatore attento dell'industria delle costruzioni.

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