Negli ultimi anni, il concetto di sostenibilità si è progressivamente imposto come paradigma trasversale e imprescindibile per tutte le attività umane, compreso il settore delle costruzioni. L’urgenza di contrastare il cambiamento climatico, preservare le risorse naturali e garantire uno sviluppo equo e duraturo ha trovato una cornice di riferimento globale nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, che definisce 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs).
Molti di questi coinvolgono direttamente il comparto edilizio e infrastrutturale, contribuendo a delineare il ruolo dell’ambiente costruito nella promozione della resilienza ambientale, sociale ed economica (vedi BOX “Come gli edifici sostenibili sono #BuildingResilience e guidano gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile”).
A livello europeo, la visione delineata dall’European Green Deal rappresenta un ulteriore e decisivo stimolo alla trasformazione del settore. L’obiettivo di azzerare le emissioni nette di gas serra entro il 2050 richiede un ripensamento radicale delle politiche industriali, dell’uso delle risorse e della pianificazione del territorio.
In questo scenario, il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) italiano ha individuato nella transizione ecologica e digitale una leva strategica per modernizzare il Paese, destinando ingenti risorse anche al comparto delle costruzioni e delle infrastrutture. Ciò implica, da parte di tutti gli attori coinvolti – pubblici e privati – l’adozione di modelli operativi più efficienti, trasparenti e responsabili.
In questo contesto in continua evoluzione, i cantieri edili e infrastrutturali assumono un ruolo centrale: è nel cantiere, infatti, che le scelte di progetto prendono forma concreta, con un impatto diretto sull’ambiente, sull’economia e sulla società. Riconoscere questa centralità significa comprendere che la sostenibilità non può essere un concetto astratto, ma deve tradursi in pratiche quotidiane e misurabili, capaci di incidere sull’organizzazione del lavoro, sull’impiego delle risorse e sul dialogo con i territori. Il cantiere sostenibile si configura dunque come il nuovo standard verso cui orientare l’intera filiera: non solo per rispondere a obblighi normativi e aspettative sociali, ma per contribuire in modo attivo alla costruzione di un futuro più resiliente, equo e compatibile con i limiti del pianeta.

Come gli edifici sostenibili sono #BuildingResilience e guidano gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile
Un ambiente costruito sostenibile e resiliente accelera il raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030, promuovendo edifici salubri, accessibili ed efficienti per tutti, ovunque. L’approccio #BuildingResilience, promosso da WorldGBC, dimostra come l’integrazione della sostenibilità nel settore edilizio favorisca risultati positivi su scala ambientale, sociale ed economica (Fonte: World Green Building Council).
#BuildingResilienza al cambiamento climatico
Goal 7 (Energia pulita e accessibile), Goal 13 (Lotta contro il cambiamento climatico), Goal 15 (Vita sulla terra): un ambiente costruito resiliente combatte il cambiamento climatico, consente l’uso di energie rinnovabili e accelera l’adattamento agli impatti ambientali, tutelando comunità e territori vulnerabili.
#BuildingResilienza per le persone
Goal 3 (Salute e benessere), Goal 6 (Acqua pulita e servizi igienico-sanitari), Goal 7 (Energia pulita e accessibile), Goal 10 (Ridurre le disuguaglianze), Goal 11 (Città e comunità sostenibili): le dimensioni sociali della resilienza edilizia rafforzano la giustizia climatica, garantendo ambienti salubri e accesso equo a infrastrutture essenziali come scuole, ospedali e spazi verdi.
#BuildingResilienza per le economie
Goal 8 (Lavoro dignitoso e crescita economica), Goal 9 (Imprese, innovazione e infrastrutture), Goal 12 (Consumo e produzione responsabili): l’ambiente costruito resiliente genera occupazione green, sostiene l’economia circolare e promuove la rigenerazione dei sistemi naturali, offrendo vantaggi socio-economici durevoli.

Cosa significa cantiere sostenibile?
Nel dibattito tecnico attuale, il concetto di cantiere sostenibile si è affermato come espressione della necessità di trasformare l’intera gestione operativa dei lavori in un processo coerente con i principi della sostenibilità ambientale, economica e sociale. Se la sostenibilità di un’opera viene in larga parte determinata già in fase di pianificazione e progettazione, è nella fase esecutiva – e quindi nel cantiere – che tali principi devono trovare applicazione concreta e misurabile.
Parlare di cantiere sostenibile significa, innanzitutto, riconoscere l’importanza di integrare pratiche sostenibili nella gestione quotidiana del cantiere, intervenendo su tutti gli ambiti operativi. Questo approccio deve prendere avvio già in fase di progettazione, promuovendo scelte mirate alla razionalizzazione dell’impiego di materie prime, alla prevenzione dei rifiuti, alla riduzione delle emissioni inquinanti e alla valorizzazione dell’economia circolare. Una progettazione di qualità, allineata alle Linee Guida per il PFTE e coerente con i principi della tassonomia europea, fra cui nello specifico il DNSH (Non arrecare danno significativo), consente di predisporre cantieri sostenibili fin dal principio.
L’approccio sostenibile non si esaurisce nella mera riduzione dell’impatto ambientale, ma comporta una visione sistemica che valorizza l’efficienza delle risorse impiegate, riduce gli sprechi e i costi lungo tutto il ciclo di vita dell’opera, e promuove condizioni di lavoro sicure, eque e rispettose del contesto sociale e territoriale in cui l’intervento si colloca.
Quindi, sul piano ambientale, un cantiere sostenibile adotta strategie per contenere le emissioni climalteranti, limitare l’inquinamento acustico e atmosferico, minimizzare l’uso di risorse naturali e gestire responsabilmente il ciclo dei rifiuti e delle terre da scavo. L’obiettivo è ridurre l’impatto complessivo sul territorio della Carbon Footprint, contribuendo al raggiungimento della carbon neutrality attraverso pratiche che tengano conto di tutte le componenti ambientali rilevanti, come acqua, suolo, aria, sottosuolo, biodiversità e paesaggio, inclusa una corretta gestione dei residui di lavorazione.
Dal punto di vista economico, l’adozione di soluzioni circolari e di tecnologie low-impact consente di migliorare la produttività e l’efficienza del cantiere, riducendo i consumi e i costi operativi, e aumentando il valore dell’opera lungo tutto il suo ciclo di vita. In particolare, la fase esecutiva deve massimizzare il riutilizzo delle risorse secondo il principio del “Reduce-Reuse-Recycle”, in linea con una logica economica che integra sostenibilità e competitività.
Infine, sul versante sociale, il cantiere sostenibile tutela la salute e la sicurezza dei lavoratori, riduce le interferenze negative con la vita delle comunità locali e si pone come attore responsabile nel dialogo con il territorio. La sostenibilità sociale si traduce in trasparenza, ascolto, inclusione e valorizzazione degli stakeholder, condizioni fondamentali per la qualità e l’accettabilità dell’opera.
Il cantiere sostenibile non è dunque soltanto il luogo fisico in cui si realizza un’opera, ma il contesto operativo in cui si misura la reale capacità dell’intero comparto delle costruzioni di integrare responsabilità ambientale, efficienza economica ed equità sociale, rappresentando oggi non solo una scelta virtuosa, ma una necessità tecnica, normativa e strategica per affrontare le sfide del nostro tempo.

Come rendere sostenibile un cantiere: approcci integrati e soluzioni operative
La sostenibilità in cantiere non può essere affidata a interventi episodici o a misure isolate, ma richiede un approccio sistemico fondato su scelte progettuali consapevoli e su una gestione integrata delle attività di cantiere. Rendere sostenibile un’opera significa agire in tutte le fasi – dalla pianificazione alla realizzazione – applicando principi, tecnologie e buone pratiche in grado di ridurre l’impatto ambientale, aumentare l’efficienza operativa e garantire un’interazione responsabile con il contesto sociale e territoriale.
La prima leva è rappresentata dalla pianificazione sostenibile, che si avvale sempre più di strumenti digitali evoluti. L’utilizzo di modelli informativi (BIM), digital twin e simulazioni virtuali consente di anticipare criticità, ottimizzare le sequenze operative, ridurre interferenze ambientali e supportare decisioni basate su dati.
Tali strumenti, integrati con piattaforme collaborative e sistemi di monitoraggio, migliorano la qualità progettuale e favoriscono una gestione dinamica e trasparente del cantiere.
Un altro aspetto cruciale riguarda la scelta dei materiali, che incide direttamente sulla carbon footprint dell’opera. L’impiego di materiali riciclati o provenienti da filiere locali consente di ridurre le emissioni legate al trasporto e di promuovere un’economia di prossimità.
Valorizzare materiali a basso impatto ambientale, come cementi a ridotto contenuto di clinker o aggregati riciclati, significa ridurre l’impronta carbonica del cantiere, migliorare le prestazioni ambientali dell’opera e facilitare il recupero dei materiali a fine vita, in un’ottica di economia circolare.
In parallelo, la riduzione dei consumi energetici rappresenta un obiettivo prioritario. Ciò può essere ottenuto attraverso l’adozione di macchinari e attrezzature a basso impatto, l’elettrificazione dei processi dove possibile e l’impiego di fonti rinnovabili in cantiere. Anche la gestione dei consumi temporanei (illuminazione, impianti provvisori) deve essere orientata all’efficienza.
La sostenibilità passa inoltre da una gestione integrata delle risorse idriche e dei rifiuti, adottando sistemi a circuito chiuso, riutilizzando le acque meteoriche, separando i flussi di rifiuti e promuovendo la massima valorizzazione degli scarti in un’ottica circolare.
Per limitare gli impatti sul contesto circostante, è essenziale implementare misure per la minimizzazione degli agenti fisici, come barriere antirumore, sistemi di abbattimento delle polveri e dispositivi per la riduzione delle vibrazioni. Queste soluzioni risultano particolarmente rilevanti nei contesti urbani o ad alta sensibilità ambientale.
Anche la logistica del cantiere deve essere ripensata in chiave sostenibile: l’ottimizzazione dei flussi di approvvigionamento, la riduzione degli spostamenti a vuoto e l’adozione di mezzi a basso impatto riducono traffico, emissioni e costi. La mobilità sostenibile per il personale (mezzi condivisi, navette elettriche, ciclo-logistica) rappresenta un’ulteriore azione virtuosa.
Un cantiere sostenibile, infine, non può prescindere dal coinvolgimento attivo della comunità locale. La trasparenza, il dialogo e l’ascolto dei cittadini – soprattutto in presenza di opere complesse o interferenze significative – sono strumenti indispensabili per costruire fiducia, prevenire conflitti e generare valore sociale. Parallelamente, la sostenibilità richiede un monitoraggio continuo delle prestazioni ambientali e gestionali del cantiere, attraverso sistemi di controllo e valutazione che consentano di misurare i risultati, correggere le deviazioni e alimentare un processo di miglioramento progressivo.
L’attuazione coordinata di queste pratiche non solo consente di rispondere agli obiettivi ambientali e normativi, ma contribuisce a qualificare l’intervento nel suo complesso, aumentandone la qualità, la resilienza e l’accettabilità sociale.

Strumenti operativi per il cantiere sostenibile
Modelli e protocolli per misurare e orientare la sostenibilità nei cantieri
Per passare da un approccio intenzionale alla sostenibilità a una reale capacità di misurarla e applicarla, è fondamentale disporre di strumenti operativi in grado di guidare le scelte progettuali e gestionali lungo tutte le fasi del processo edilizio. Negli ultimi anni, il settore delle costruzioni ha visto l’affermazione di modelli riconosciuti e condivisi che integrano criteri ambientali, economici e sociali secondo metodologie codificate. Tra questi, il vademecum AIS e la PdR 172, i protocolli GBC Home, GBC Historic Building e GBC Condomini e la più recente PdR 178 rappresentano oggi riferimenti fondamentali per chi intende progettare e realizzare cantieri realmente sostenibili.
Il vademecum AIS e la PdR 172: uno standard italiano per misurare la sostenibilità del cantiere
Tra gli strumenti a disposizione del settore per integrare concretamente la sostenibilità nei cantieri, c’è il modello sviluppato da AIS – Associazione Italiana per la Sostenibilità delle Infrastrutture, che ha portato alla definizione del Position Paper n. 5 sul “Cantiere sostenibile” e alla successiva pubblicazione della UNI/PdR 172:2024.
Frutto di un lavoro collettivo durato quasi due anni, cui hanno partecipato oltre 100 esperti provenienti da stazioni appaltanti, imprese, progettisti e produttori di materiali, questo percorso ha dato vita a una prassi di riferimento che costituisce oggi il primo standard italiano dedicato alla sostenibilità del cantiere, applicabile a tutte le tipologie di opere, sia infrastrutturali che edilizie.
La PdR 172 rappresenta una novità significativa nel panorama normativo: non si limita a definire linee guida, ma introduce un modello operativo basato su obiettivi, strategie e indicatori misurabili, che consente di valutare in modo oggettivo la sostenibilità di un cantiere. A differenza di altri protocolli orientati alla prestazione dell’edificio finito, questa prassi si concentra sulla fase di realizzazione, intesa come momento chiave per ridurre gli impatti e promuovere scelte virtuose lungo tutta la filiera. Nata per rispondere alle esigenze del settore infrastrutturale, la PdR 172 si distingue per il suo approccio sistemico e adattabile, e si configura oggi come uno strumento trasversale, applicabile anche in ambito edilizio, in particolare nei cantieri complessi o a elevato impatto territoriale.
Il modello si fonda su quattro obiettivi fondamentali, ciascuno dei quali richiama aspetti trasversali della sostenibilità:
- il contenimento delle emissioni climalteranti e inquinanti attraverso tecnologie verdi, razionalizzazione delle fonti energetiche e ottimizzazione dei processi;
- la tutela degli elementi naturali, storici e paesaggistici, con l’obiettivo di salvaguardare la biodiversità, il suolo, l’acqua e il valore del paesaggio e del patrimonio culturale;
- la promozione del riuso e del riciclo, nel quadro dell’economia circolare, con attenzione alla gestione dei materiali, alla riduzione dei rifiuti e alla valorizzazione degli scarti;
- il coinvolgimento degli stakeholder, attraverso la trasparenza dei processi, la comunicazione con il territorio e l’attenzione agli impatti sociali dell’intervento.
Per il raggiungimento di questi obiettivi, la PdR 172 individua dieci strategie operative, che rappresentano le linee d’azione concrete a disposizione di progettisti, imprese e stazioni appaltanti. Tra queste rientrano, ad esempio: la massimizzazione del riutilizzo delle risorse all’interno del cantiere; l’impiego di mezzi e attrezzature a basse emissioni; la decarbonizzazione dei consumi energetici; l’ottimizzazione della logistica e dell’organizzazione del sito; l’adozione di tecnologie e prodotti a basso impatto; la mitigazione degli agenti fisici (rumore, vibrazioni, polveri); il coordinamento con altri cantieri o impianti esterni e l’integrazione degli aspetti sociali.
Il cuore della prassi è rappresentato dal sistema di rating che consente di attribuire al cantiere una classe di sostenibilità, attraverso un processo di valutazione basato su un set di 32 indicatori, applicabili sia in fase progettuale che esecutiva. Ogni indicatore è associato a uno o più obiettivi e strategie, e contribuisce alla definizione di un punteggio complessivo su scala 0-100. Il risultato consente di classificare il cantiere secondo tre livelli:
- Adeguato: punteggio pari o inferiore a 45;
- Migliorato: punteggio compreso tra 46 e 70;
- Avanzato: punteggio pari o superiore a 71.
Il modello prevede inoltre una valutazione articolata in due fasi: una prima fase dedicata al progetto, in cui si individuano le strategie e gli indicatori da perseguire, e una seconda fase, in cantiere, in cui si verificano le azioni effettivamente realizzate, con la possibilità di migliorare il punteggio iniziale attraverso l’adozione di ulteriori indicatori o approcci digitali. La PdR 172 è applicabile a tutte le tipologie di cantieri, a prescindere dalla dimensione, dalla destinazione d’uso o dalla natura pubblica o privata dell’intervento. Il suo valore risiede nella possibilità di utilizzare un linguaggio comune e verificabile, capace di guidare le scelte operative, orientare i capitolati di appalto, supportare le stazioni appaltanti nei controlli e attivare meccanismi di premialità nei bandi. Un passo decisivo verso una sostenibilità praticata e misurata, non solo dichiarata.

UNI/PdR 178 e CIS: pratiche ESG per la gestione responsabile del cantiere
Un ulteriore strumento operativo a supporto della transizione sostenibile nel settore delle costruzioni è rappresentato dalla UNI/PdR 178:2025 – Codice di condotta ESG per i cantieri del settore delle costruzioni, nata su iniziativa di Assimpredil Ance ed elaborata dal Tavolo di lavoro condotto da UNI e costituito, oltre che dagli esperti di Assimpredil Ance, anche da ANCE, Ordine degli Architetti di Milano, Save the Planet onlus, Studio legale Valaguzza, Università degli Studi di Milano, ANCE Treviso-Confindustria Veneto Est e ANCE Bari BAT.
A differenza degli approcci che adottano sistemi di rating, come la PdR 172, la prassi UNI/PdR 178:2025 non è una certificazione, ma si configura come un codice di condotta volontario, pensato per supportare le imprese nell’integrazione dei principi ESG (ambientali, sociali e di governance) sia nella gestione del cantiere che nell’organizzazione aziendale nel suo complesso.
La PdR 178 si rivolge a tutte le imprese del settore, indipendentemente dalla dimensione, e si configura come una guida pratica per adottare comportamenti responsabili, coerenti con gli obiettivi europei di decarbonizzazione, legalità, dignità del lavoro, inclusione sociale, salute e sicurezza.
La prassi si articola attorno a otto impegni fondamentali, che spaziano dalla riduzione dell’impronta ambientale alla valorizzazione della catena di fornitura, dalla governance trasparente al rispetto delle normative e dei diritti fondamentali. L’adesione è graduata su tre livelli – Argento, Oro e Platino – pensati per accompagnare progressivamente le imprese lungo un percorso di miglioramento continuo. In questo contesto si inserisce la Piattaforma Cantiere Impatto Sostenibile (CIS), promossa da Assimpredil Ance, che rappresenta uno strumento digitale complementare alla PdR 178.
La piattaforma, liberamente accessibile, permette alle imprese di autovalutarsi e definire un piano d’azione per implementare i criteri ESG nel contesto operativo del cantiere, contribuendo a costruire una cultura della sostenibilità condivisa e verificabile.
Insieme, PdR 178 e CIS costituiscono un ecosistema di strumenti volontari, orientati a rafforzare la responsabilità d’impresa nel settore edile e a valorizzare le buone pratiche già in essere.

I protocolli GBC: strumenti di sostenibilità per l’edilizia residenziale e storica
Il Green Building Council Italia propone una serie di protocolli tecnici pensati per accompagnare la transizione sostenibile nel settore dell’edilizia residenziale, sia di nuova costruzione che in fase di riqualificazione. Questi protocolli, basati sull’adattamento italiano dei sistemi LEED®, sono costruiti su un sistema a crediti e integrano requisiti ambientali, energetici, sociali e gestionali. Oltre a valutare la sostenibilità dell’edificio nel suo ciclo di vita, dedicano specifica attenzione alla fase di cantiere, promuovendo pratiche operative che riducono l’impatto sull’ambiente e sulla collettività. Di seguito un approfondimento di alcuni dei protocolli sviluppati e degli aspetti dedicati specificamente al cantiere.
GBC Home
Il protocollo GBC Home® è progettato per valutare la sostenibilità degli edifici residenziali, dal piccolo unifamiliare ai condomini fino a 10 piani. Il sistema copre l’intero ciclo di vita dell’edificio ed è strutturato su sette macro-aree: Sostenibilità del Sito (SS), Gestione delle Acque (GA), Energia e Atmosfera (EA), Materiali e Risorse (MR), Qualità Ambientale Interna (QI), Innovazione nella Progettazione (IP) e Priorità Regionale (PR). A ciascuna area corrispondono prerequisiti obbligatori e crediti volontari, che contribuiscono al punteggio finale su una base di 100 punti e alla definizione del livello di certificazione: Base (40-49), Argento (50-59), Oro (60-79) o Platino (≥ 80).
In ambito realizzativo e cantieristico, GBC Home richiede la predisposizione di un Piano di Gestione Sostenibile del sito, con azioni concrete su riduzione polveri e rumori, gestione responsabile dei rifiuti, consumo idrico ed energetico provvisorio e controllo di materiali e forniture. L’obiettivo è ridurre gli impatti locali e garantire una gestione trasparente dei processi durante le attività in cantiere. Numerosi progetti certificati, ad esempio Casa Suardi 12 a Brescia con Platino e Casa Cast a Torino con Oro, evidenziano come il protocollo premi soluzioni ad alta efficienza, comfort e sostenibilità.
GBC Condomini
Il protocollo GBC Condomini® si rivolge alla riqualificazione sostenibile del parco immobiliare residenziale collettivo italiano, caratterizzato da edifici ante ’70 e spesso in classi energetiche G o F, ma può essere applicato anche ad edifici antecedenti al 1945. Questo protocollo nasce per affrontare una sfida sociale ed energetica: migliorare l’efficienza e la qualità della vita nelle aree urbane densamente popolate. La riqualificazione, non solamente energetica, del parco immobiliare esistente offre al settore dell’edilizia una grande opportunità ed è al centro dell’attenzione in Europa.
GBC Condomini prevede un’indagine preliminare sulla durabilità e resilienza dell’edificio, seguita da interventi su struttura, involucro e impianti, finalizzati al miglioramento prestazionale. Il protocollo include crediti specifici legati alla fase di cantiere, come la minimizzazione delle interferenze ai residenti, la gestione ottimale dei rifiuti e dei materiali e la riduzione delle emissioni mediante logistica sostenibile. È prevista la creazione di un fascicolo documentale di certificazione e la conservazione per tre anni dei consumi energetici ed idrici, per verificare l’efficacia dell’intervento anche in fase operativa.
GBC Condomini rappresenta una risposta concreta alla rigenerazione urbana sostenibile: favorisce il coinvolgimento della comunità condominiale lungo tutto il percorso, dalla progettazione alla fase esecutiva, e promuove un modello di riqualificazione compatibile con l’efficienza energetica, il comfort abitativo e l’accettabilità sociale. Una peculiarità di questo protocollo, infatti, è la valorizzazione del dialogo con gli utenti finali, incentivando il coinvolgimento dei condomini nel percorso di riqualificazione. Anche in questo caso, la certificazione avviene tramite un sistema a crediti, con livelli crescenti di performance.
GBC Historic Building
Il protocollo GBC Historic Building®, promosso dal Green Building Council Italia, è un sistema volontario di certificazione sviluppato per integrare i principi di sostenibilità ambientale con quelli della conservazione del patrimonio storico e culturale italiano.
Applicabile esclusivamente a edifici costruiti prima del 1945 che mantengono almeno il 50% degli elementi tecnici originali, si rivolge a interventi di restauro, riqualificazione o recupero che interessano elementi strutturali, impiantistici e organizzativi degli spazi interni, sempre nel rispetto dei valori tipologici e costruttivi dell’edificio storico.
GBC Historic Building definisce un sistema di valutazione articolato su otto aree tematiche, ciascuna dotata di punteggi specifici, per un totale di 100 punti base + 10 punti opzionali per innovazione e priorità regionale, che consentono di raggiungere quasi il 10% in più nei casi più virtuosi. Le macro-aree comprendono: Valenza Storica (18%), Sostenibilità del sito, Gestione delle acque, Energia e atmosfera (26%), Materiali e risorse, Qualità ambientale interna, Innovazione nella progettazione e Priorità locale. I livelli di certificazione sono quattro: Base (40‑49), Argento (50‑59), Oro (60‑79) e Platino (80-110 punti). L’area tematica Valenza Storica mira a preservare ciò che è riconosciuto come testimonianza e valore di civiltà, e favorisce un elevato livello di sostenibilità mediante la valorizzazione delle qualità del costruito storico. Questa specifica area rientra nella disciplina del restauro e fornisce al progettista un indirizzo utile per l’intervento sul costruito pre-industriale.
Il protocollo GBC Historic Building tratta la fase di cantiere non come un elemento secondario ma come componente essenziale del processo di sostenibilità. È infatti previsto un sopralluogo obbligatorio all’inizio delle attività esecutive, in presenza di auditor GBC Italia o OVA (Organismo di Verifica Accreditato), volto a verificare il corretto avvio delle misure di gestione sostenibile, e può essere seguito da ulteriori controlli in corso d’opera.
Alcuni prerequisiti riguardano aspetti essenziali della gestione del sito, come la selezione e lo stoccaggio dei materiali riciclabili, la gestione dei rifiuti da demolizione e costruzione, e il riutilizzo degli elementi esistenti. Vengono inoltre valorizzati crediti specifici per il miglioramento della qualità dell’aria indoor e l’impiego di materiali a basse emissioni, incluse vernici, adesivi e prodotti cementizi.
Oggi, GBC Historic Building® è sempre più spesso inserito nei bandi pubblici, inclusi alcuni progetti finanziati con fondi PNRR, come requisito obbligatorio o elemento premiante, un’evidenza del suo ruolo crescente nella definizione di standard di qualità sostenibile per il patrimonio storico. Il protocollo è considerato una best practice di riferimento a livello internazionale e un potenziale benchmark per l’evoluzione del sistema LEED in ambito heritage.

Verso una nuova cultura del costruire: la sostenibilità come leva di competitività
In un settore in profonda trasformazione, la sostenibilità non rappresenta più soltanto un principio ispiratore, ma un criterio sempre più determinante nei bandi pubblici, anche alla luce dei requisiti introdotti dal PNRR e dai CAM. Il rispetto di parametri ambientali, sociali e di governance (ESG) sta progressivamente diventando una condizione abilitante per accedere a gare e appalti, oltre che un fattore competitivo distintivo per le imprese e i progettisti che vogliono qualificarsi sul mercato. In questo contesto, prassi come la UNI/PdR 172 e la UNI/PdR 178, insieme ai protocolli sviluppati dal Green Building Council Italia, si affermano come riferimenti autorevoli, destinati a consolidarsi come benchmark a livello nazionale ed europeo. A rendere tutto questo possibile, e misurabile, è anche il contributo crescente delle tecnologie digitali, che attraverso strumenti come il BIM, i digital twin e le piattaforme collaborative, permettono di monitorare in tempo reale le performance ambientali, ottimizzare i processi e garantire trasparenza verso i committenti e le comunità locali.
Costruire in modo sostenibile, oggi, significa quindi investire in innovazione, visione strategica e responsabilità, cogliendo un’opportunità concreta per elevare la qualità del costruito e rafforzare la reputazione dell’intera filiera.




