Architettura

Tradizione e innovazione a Castelrotto: il nuovo Hotel Schgaguler

Nel cuore delle Dolomiti, dichiarate nel 2009 Patrimonio Mondiale dell’Unesco, lo studio Peter Pichler Architecture vince nel 2015 il concorso per la ricostruzione di un albergo realizzato nel 1986 nel piccolo centro di Castelrotto, a pochi passi dalla chiesa con il caratteristico campanile.

La nuova struttura, ultimata nel 2018, riprende da quella preesistente la suddivisione in tre volumi monolitici e gioca con calcestruzzo e vetro per coniugare la reinterpretazione in chiave contemporanea del tradizionale stile alpino con l’attenzione all’inserimento in un contesto architettonico e naturalistico di così straordinario valore.

Hotel Schgaguler, Peter Pichler Architecture © René Riller


La trama strutturale che scandisce le facciate è stata realizzata con elementi prefabbricati in calcestruzzo, e varia in funzione delle destinazioni d’uso e dell’orientamento: nella facciata nord-est, rivolta verso l’incantevole borgo di Castelrotto e caratterizzata prevalentemente dalla presenza dei corridoi e degli spazi comuni, la profondità della struttura è contenuta; per il prospetto a sud-ovest, con le stanze per gli ospiti affacciate sull’altopiano dello Sciliar, il taglio obliquo degli elementi portanti prefabbricati è reso invece molto più profondo ed evidente, creando logge con ombreggiatura naturale.

La trasparenza delle grandi vetrate e dei parapetti garantisce un dialogo costante tra gli ambienti e il maestoso panorama delle montagne, permettendo di percepire il variare dei colori dell’Alpe di Siusi e del comprensorio dello Sciliar in relazione alle diverse condizioni di luce nell’arco della giornata. Anche la scelta del colore bianco/grigio chiaro delle facciate, ottenuto mescolando il cemento con gesso e pietra bianca, è ispirata a questo particolare tipo di roccia, la dolomia, che in pieno sole diviene “pallida”.

Hotel Schgaguler, Peter Pichler Architecture © Martin Schgaguler


Al piano interrato si trova l’area wellness con la spa e le piscine, mentre al piano terreno sono collocati l’atrio, il ristorante e il bar; quest’ultimo, con le pareti realizzate con lastre prefabbricate in calcestruzzo, è collegato ad un’ampia terrazza con una suggestiva vista sui monti. Alla struttura portante originale in calcestruzzo è stato aggiunto un nuovo piano sottotetto. Per motivi di peso, insieme al legno è stato utilizzato il calcestruzzo alleggerito.

Il design essenziale degli interni si basa sull’armonia tra il bianco e i toni caldi dei tessuti, della pietra locale e del legno di castagno utilizzato per gli arredi, esaltando la luminosità degli spazi grazie alle vetrate a tutta altezza.

Laura Cristina Pepponi
Architetto con un Dottorato in Disegno e rilievo del patrimonio edilizio, autrice di oltre 50 articoli per la rivista “L’industria italiana del Cemento” (dal 1996 al 2009), ha svolto attività di collaborazione e ricerca presso l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione per la catalogazione di beni culturali e presso il Dipartimento di Biologia Vegetale (Università di Roma “La Sapienza”) per l’elaborazione del Sistema Informativo Territoriale per la gestione delle Aree Verdi del Comune di Roma. Si è occupata di progettazione di sistemazioni urbane e di allestimenti espositivi e ha collaborato a diverse pubblicazioni, anche con l’elaborazione di cartografie tematiche e l’analisi di opere architettoniche sia contemporanee che storiche.

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