Architettura

IIC L’industria Italiana del Cemento e Open House

Quest’anno la rivista IIC L’Industria Italiana del Cemento e AITEC Associazione Italiana Tecnico Economica del Cemento sono stati partner delle giornate organizzate da vari gruppi di Open House Italia, diventando sponsor di Open House Roma, Open House Milano e Open House Torino. Queste tre realtà italiane fanno parte del gruppo Open House Worldwide, una rete di oltre sessanta organizzazioni che si pone l’obiettivo di far (ri)scoprire ai cittadini il patrimonio architettonico della propria città, permettendo la visita di edifici, case, palazzi, spazi veri o sociali, e luoghi di interesse, abitualmente non accessibili. L’idea di Open House nasce a Londra nel 1992 da un’idea della fondatrice Victoria Thornton e da allora le città della rete Open House Worldwide sono più di cinquanta in quattro continenti. Per un fine settimana all’anno, o poco più, si ha così la possibilità di scoprire la ricchezza dell’architettura e del paesaggio urbano che in Italia si svolge a Torino, Milano, Roma e Napoli.

Il 13 e il 14 maggio si è svolto Open House Milano, l’ottava edizione dell’evento nella città meneghina, il cui tema per il 2023 è stato “L’umanesimo Urbano”, che vede «l’uomo al centro di una rinnovata fertilità progettuale da cui scaturiscono pratiche virtuose che ridefiniscono il nostro modo di vivere assieme ed essere comunità». Per questa occasione, come anche per le altre attività dedicate a Open House, IIC L’Industria Italiana del Cemento ha supportato l’iniziativa cogliendo l’occasione per presentare ai partecipanti la rivista che, sotto la guida della Direttrice Scientifica Tullia Iori, è ripartita per «documentare la storia e l’evoluzione del materiale in questi anni. L’evoluzione delle architetture sempre più innovative, l’evoluzione delle strutture sempre più ardite, e l’evoluzione del materiale sempre più sostenibile».

Dal 20 al 28 maggio è stata organizzata l’undicesima edizione di Open House Roma, l’evento annuale che quest’anno non è stato concentrato in uno solo weekend ma si è svolto per 9 giorni, lasciando a tutti la possibilità di scoprire le meraviglie della città eterna, in un percorso che ha condotto i visitatori dalle Autorimesse Atac a Trastevere, alla Legione allievi Carabinieri a Lepanto, che ospita il refettorio di Riccardo Morandi, passando per il Mausoleo delle Fosse Ardeatine, tutte eccellenze realizzate in cemento. Il titolo di questa edizione è stato “Equilibrio”, con l’intenzione di evocare la ricerca della “sintesi tra istanze” che il progetto di architettura si prefigge da sempre come obiettivo.

Il programma offriva dei percorsi tematici specifici, come quello dedicato a Le sfide dell’ingegneria: una selezione di opere, a cura della Prof.ssa Tullia Iori e rese visitabili, che hanno mostrato come Roma sia stato un palcoscenico privilegiato per la Scuola Italiana di Ingegneria Strutturale nel secolo scorso, opere che ovviamente sono state raccontate, e continuano a esserlo, nelle pagine della rivista IIC L’Industria Italiana del Cemento sin dalla sua nascita nel 1929. Ad esempio, il numero 857, uscito a fine 2022, come si legge nell’editoriale, propone un viaggio tra passato, presente e futuro del cemento, un viaggio che inizia con un’opera di Pier Luigi Nervi: il Palazzetto dello sport, completato nel 1957, è oggi tornato al suo originale splendore dopo un attento restauro raccontato proprio in quel numero della rivista. Come scritto da Tullia Iori e Roberta Sulpizio, Architetta del Comune di Roma e direttrice dei lavori, nell’articolo “Il restauro della cupola del Palazzetto di Pier Luigi Nervi”, e nel successivo “Pulizia e ripristino delle superfici in cemento armato a facciavista del Palazzetto dello Sport di Roma”, nell’estate del 2022 «la cupola del Palazzetto dello Sport ha finalmente ripreso la sua colorazione originaria, grigio chiaro, dopo anni in cui appariva nera (…). Come è noto, il Palazzetto, circolare, di 78 metri di diametro, è progettato e costruito da Pier Luigi Nervi, coinvolto nel lavoro da Annibale Vitellozzi che era il consulente del Coni e ha seguito il progetto architettonico, per ospitare le gare delle Olimpiadi di Roma 1960. (…) La cupola è formata da 1620 tavelloni romboidali di ferrocemento, di 2,5 centimetri di spessore, accostati l’uno all’altro, come in un gigantesco puzzle 3D, su un ponteggio tubolare metallico e completati da un getto di calcestruzzo di 3 centimetri. È il capolavoro di Nervi: ferrocemento e prefabbricazione strutturale, le sue due invenzioni principali, sono combinate con altre soluzioni costruttive ingegnose come la manifattura dei tavelloni attraverso sagome e controsagome nella sequenza “nonna, mamma e figlia” a partire da una dima di legno che riproduce a terra uno spicchio della cupola. (…)».

Il restauro ha riguardato diversi aspetti dell’opera: «la sfida di intervenire su una delle massime espressioni dell’architettura moderna italiana ha tenuto conto della necessità di adeguare gli spazi alla pratica sportiva moderna e alla normativa vigente senza sacrificare la testimonianza storica, restituendo dignità all’immobile e recuperando l’alta valenza estetica sapientemente espressa con pochi elementi distintivi, primo fra tutti il cemento a facciavista. (…) Con il complesso intervento eseguito sul Palazzetto dello Sport, Roma Capitale ha dimostrato che il patrimonio pubblico può e deve essere oggetto di particolare cura e le sinergie attivate in questo caso particolare sono la testimonianza che le diverse competenze possono fare la differenza per il riuso in epoca moderna di immobili storici che in altro modo resterebbero monumenti musealizzati».

Il 10 e 11 giugno 2023 si è svolta la sesta edizione di Open House Torino. Tra i vari siti aperti in occasione dell’evento c’è stato anche il Centro Civico “Dietrich Bonhoeffer”, edificio in cemento che fa parte di un complesso più ampio che oggi ospita, oltre alla biblioteca, alcuni servizi della Circoscrizione 8 del Comune di Torino. Proprio il Centro Civico verrà a breve riqualificato grazie ai fondi previsti dal PNRR che prevedono un miglioramento energetico, un nuovo progetto per il verde e un riallestimento degli spazi interni, gli stessi che vennero presentati su IIC L’Industria Italiana del Cemento, nel numero 11 del 1988, come spazi «organizzati sul modello del “landscaped office” ovvero sull’eliminazione dei tramezzi a tutta altezza e sull’uso degli arredi che organizzano lo spazio per le singole attività previste senza creare barriere impenetrabili». Un edificio caratterizzato da un’immagine affidata al calcestruzzo lasciato a vista, infatti, come lo stesso progettista, Ing. Giambattista Quirico scrive sulla rivista, «l’uso del calcestruzzo a vista permette di evidenziare maggiormente la linearità prospettica del curtain walls delle facciate in cui la scelta cromatica del vetro semi speculare di colore oro crea, sotto particolari situazioni di luce, un effetto di continuità dei tre volumi principali come se fossero rivestiti da un’unica pellicola».

La rivista IIC L’Industria Italiana del Cemento continua quindi, anche con queste collaborazioni, a raccontare la storia di questo magnifico materiale e le sue applicazioni nel passato, nel presente e nel futuro.

Matteo Ocone
Ingegnere e Architetto consegue la laurea in Ingegneria Edile-Architettura al Politecnico di Milano. Oggi è dottorando in Ingegneria Civile, indirizzo Architettura e Costruzione, tutor Prof.ssa Tullia Iori, presso il Dipartimento DICII - Dipartimento di Ingegneria civile e Ingegneria Informatica - dell’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”: la sua attività di ricerca si svolge nell’ambito della Storia dell’Ingegneria Strutturale in Italia nel XX secolo.

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